martedì 31 agosto 2021

Sentiamo...

 Esistono dimensione oltre il tempo e lo spazio in cui si possono scoprire i Sè nascosti

quelli inesplorati che a volte scalpitano
quelli rimossi e che abbiamo dimenticato
quelli abbandonati ma che avremmo voluto non lasciare mai

Esistono luoghi che condividiamo con altre anime che non sono solo spazi fisici ma culle per lo spirito in cui il tempo ..., il tempo non c'è più

Entriamo in un ascolto dilatato del nostro essere, perdiamo i confini, non c'è più margine tra il nostro corpo e quanto ci circonda, tra il nostro corpo fisico e quello astrale, tra la nostra natura umana e quella della Natura

Sentiamo 

Sentiamo pulsare in un punto centrale del nostro Essere, un battito di pace.  Una pulsazione intensa e senza inquietudine in un punto non definito che coincide con il centro della Vita nel suo Eterno movimento

Siamo il centro del mondo, al centro dei mondi, manifestazione essenziale del Sé.


Torno da queste immersioni sentendo la fluidità dell'Essere e la capacità di esplorare il Sè, percepisco il Senso

E riagganciarmi al mondo reale  diventa una gran fatica...il ritmo, le date, gli impegni, le scadenze, le uscite, i vestiti, la crema giorno e notte, le scarpe, gli appuntamenti, l'orario, la posta elettronica, il conto in banca, dire, fare, le notifiche, le app....

Integrare, ricongiungersi, riconciliare, superare il frammento, la scissione, la segregazione... trovare gli equilibri in costante mutamento... è la gran fatica e la Bellezza del Vivere senza eludere nessuno dei preziosi Sè di cui abbiamo il Dono della Scoperta


Scegliere di far vivere insieme acqua e fuoco, 
fondere luce e ombra pur riconoscendole entrambe
 riconciliare il leone e la pantera...

è l'unica Via per me, per una Vita autentica



venerdì 25 ottobre 2019

ripartiamo da G.*

non so come sia potuto accadere, ma quest'anno il 2 ottobre è passato senza di te... mia amica immensa ed eterna, Eli
Eppure sei il ricordo vivo per eccellenza, mi basta pensarti e sgorgano ancora lacrime, non più dolore, ma essenza viva della tua presenza in me, come sono certa in ciascuno di quelli che ti hanno incontrata ed amata, 
sei viva in me, e lo teniamo ancora ben stretto tra le mani il nostro filo ... 

(aprile 2010)
"... Cara! come sono stata contenta ieri... è stato proprio un bellissimo  pomeriggio, da ripetere. magari la settimana prossima, come dicevi tu, scendiamo qui a Marino e stiamo di nuovo un po' a chiacchierare. ieri sera raccontavo a I. di quanto sono felice di averti incontrata, lì in mezzo al treno, tra gente così e gente cosà, tra spunti e noie, tra quelli che hanno qualcosa da dire e quelli che dicono sempre le stesse cose, in mezzo a tutto questo, c'è un filo che mi lega a te, più che a chiunque altro. e questo filo, lo tengo ben stretto tra le mani. un bacio." Eli  

"Elisa, carissima...anche io ieri sono stata proprio felice... di una gioia genuina e coinvolgente, come la tua compagnia! Pensa stavo scrivendoti un messaggio ieri sera, ma il tel era scarico perché volevo condividere con te l’allegria del pomeriggio che ancora mi accompagnava e che mi aveva dato una nuova energia…nonostante fosse tardi …io ero così pimpante! …Davvero credo sia stata una gran risorsa il nostro incontro, spuntato come un fiore colorato in un paesaggio a volte un po’ troppo piatto e limitato... un modo di essere e vivere il tuo in cui mi sento a mio agio… la possibilità di parlare al cuore, sentirsi ascoltati e capiti…  e allora grazie di cuore per il pomeriggio…si si, ne dobbiamo proprio organizzare un altro " Pao


E questo filo potrebbe un giorno trasformarsi in inchiostro, te lo avevo promesso... avevamo iniziato a lavorare sulla mia scrittura...
(1 ottobre 2010)
Cara .. di seguito l'incipit* di cui ti parlavo, ne rileggerlo mentre lo "incollavo" sulla mail, mi è sembrato ancora troppo rozzo , ma te lo invio comunque così... partiamo da qui... così quando ci vediamo il prossimo pomeriggio per il nostro primo incontro-lezione mi dai gli strumenti necessari per rimettermi a scrivere con "criterio" oltre che col cuore... 

A presto camilleli mia, Pao
*incipit
Vorrei narrarvi la storia di G. o meglio le storie di G.: straordinariamente normali, irragionevolmente vere, ordinariamente folli.
Come lei.
L’ho immaginata metter piede con timida sicurezza a bordo dell’aereo che l’ha portata da me.
L’ho vista arrivare col sorriso di chi ha riconosciuto la strada.
L’ho sentita passeggiare per le mie vie e perdersi tra le sue fantasie, correre disperata a chiudere per sempre una porta, bere e sorridere ad una scelta presa col suo bicchiere di bujolè.
Rosso rubino, il suo bujolè.
L’ho vista ballare e parlare al suo mondo - a modo suo - amare ed odiare sempre con convinzione, pedalare lungo il fiume e sognare di bagnarsi in nuove certezze.
L’ho accolta per lasciarle inventare la sua felicità mentre il vento freddo le tagliava il viso.
L’ho abbracciata per farle disegnare nuove luci e nuove strade, cucinare l’amore e sentirsi sazia di sé. Piena d’amore e libertà.
…e l’ho vista anche andar via, volare verso se stessa, per poi tornare.

ripartiamo da G. 
io e te. 


lunedì 7 ottobre 2019

sguardi tempestosi


Oggi, è come se stessi attraversando LA tempesta
C'è un uragano emotivo dentro e fuori di me e le onde si dissolvono densamente dopo essersi infrante
trascinandomi giù,
giù dove le correnti profonde continuano una lotta iniziata tempo fa...

Ogni onda del mare ha i suoi occhi, li vedo,
sono gli occhi di tutte le persone che lo hanno attraversato
di tutte le persone che ho incontrato in questa lunga navigazione che è la mia Vita
e gli sguardi restano lì...alcuni sguardi entrano e restano dentro

perché c'è un senso degli sguardi che supera la materia
sono quelli che dissolvono ogni distanza spazio temporale
e che vengono custoditi per sempre... non nella mente ma proprio nello spirito
sono gli sguardi che richiamati a se, sono sempre capaci di evocare sensazioni forti nell'anima e nel corpo
Come un profondo attraversamento, sono sguardi che, "non prendono ma ricevono,
nel silenzio più assoluto della mente ... sono gli unici sguardi  che davvero potrebbe salvare le anime alla deriva - perché sono aperti, limpidi, sanno di acqua e sono privi di qualsiasi domanda e sapere- sono quegli sguardi in cui puoi ricevere e vivere tutto ...in quegli istanti, in quegli occhi tutto arriva
E' solo un ricevere, un ricevere tutto il mondo in un solo istante"

gli sguardi che sanno di acqua...e che oggi sono in tempesta

Ora sto navigando di bolina ... con il coraggio di andare verso il vento contrario 
"la barca della nostra vita inizia a “sbandare”, e la vita si piega, si inclina, tutto diventa veloce, abbiamo paura, le emozioni si fanno sempre più forti, il vento contrario inizia a farsi sentire... come il timore di andare in “angolo morto” e poi restare immobilizzati tra il nostro vecchio “essere” lasciato e il non aver raggiunto completamente il “nuovo”...
...per ora, sono qui

  

mercoledì 31 agosto 2016

SCAMBIO CASA: UN MODO ECONOMICO PER VIAGGIARE, SOPRATTUTTO IN FAMIGLIA!

Buongiorno!!!
ultimo giorno di agosto...con la mente e il cuore ancora in viaggio,
così in attesa di raccontarvi a tappe con precisione e dettaglio il nostro viaggio a Parigi e dintorni,

vi rinvio ad un racconto di uno dei nostri scambio casa...a Stoccolma!
è il mio racconto, il mio punto di vista in relazione alla possibilità di viaggiare risparmiando, grazie appunto a scambio casa :)


martedì 30 agosto 2016

il mio VBAC!



avrei voluto pubblicare questo racconto nel giorno del suo I° compleanno, ma ero troppo occupata con gli strati arcobaleno da assemblare per la torta! :P

E allora eccomi, un anno e qualche giorno dopo a raccontarvi la nascita del mio terzo figlio, che ho partorito il 4 agosto con un meraviglioso e doloroso VBAC...(vaginal birth after cesareum)

Il racconto è abbastanza tecnico e lungo..., ma  parto un po' da lontano perché nel partorire D. ho messo tutta me stessa.


La nascita del mio primo figlio: nel 2009 ho avuto un parto vaginale a 41+4, dico vaginale e non spontaneo, perché indotto con farmaci locali prima (18 ore in cui si alternavano a tranquillità snervante, contrazioni inefficaci e irregolari) e poi anche con ossitocina ...6 ore! Ero in camera, per fortuna con mio marito, perché non c'era nessun altro in stanza, avevo attaccato il monitoraggio fisso, ero immobile a letto. Arrivo finalmente a 5/6 cm di dilatazione e mi portano in sala travaglio-parto...Chiedo l'epidurale dopo quasi 2 giorni di "travaglio", non attivo è vero, ma pur sempre un "travaglio". Dopo 5 ore,senza più monitoraggio, finalmente sono libera di scegliere le posizioni che il mio corpo chiedeva...ma nelle spinte finali ero stordita, quasi assente a me stessa, vedevo buio...solo con l'uscita del mio bimbo all'improvviso la sensazione che si fosse riaccesa una luce nella stanza! torno di colpo in me...non avevo avvertito alcun dolore o bruciore, nonostante l'epidurale non l'avessi più!!!!!!!! :) , il bimbo pesava 3190, circonferenza cranica 35cm.
 
La nascita del mio secondo figlio: nel 2011 vengo ricoverata a 41+2 per gravidanza protratta. la mattina del 9 agosto, 41+3, la visita del primario esprime perplessità in merito alla riuscita di un parto naturale perché ritiene il bimbo troppo grande, mi chiede se voglio fare TC per evitare parto distocico. Ovviamente rifiuto. Attendo un giorno e per fortuna mi rinviano l'induzione, così la sera del 9, alle 23.30 parte il mio travaglio, stavolta spontaneamente. Dopo 2 ore, a circa 3 cm di dilatazione, l'ostetrica mi dice"...bene andiamo nel blocco parto, che dici chiamiamo anestesita o no? " io felice le dico, per ora no...però chiamo mio marito". Dopo qualche minuto arriva la ginecologa di turno e sentenzia dopo una visita seguita da rottura delle membrane che il bimbo non si sarebbe mai incanalato, per la testa grossa...insomma cesareo per mancato impegno della parte presentata (ahhhhh solo dopo ho capito quanta violenza mi è stata fatta)
non lo ho mai digerito quel TC innecessareo!, il bimbo pesava 3950, circonferenza cranica 34cm.
Ho sentito parlare del VBAC la prima volta proprio in quella sala operatoria mentre mi tiravano fuori il bimbo (si non l'ho partorito, me lo hanno strappato fuori dall'utero), quando l'ostetrica mi diceva "hai un utero bellissimo tra meno di due anni se vuoi, sarai pronta ad un parto naturale...mi dispiace per oggi."

La nascita del mio terzo figlio: nel 2014 sono in attesa di D., non avevo dubbi sul fatto che avrei partorito come natura vuole. 
Mi iscrivo a qualche gruppo VBAC in rete e inizio a documentarmi, ne parlo con il mio ginecologo che sostiene (anche se non caldamente) la scelta e dopo varie valutazioni scelgo finalmente al 6° mese di rivolgermi al Cristo Re...umanità professionalità e passione sono da subito le caratteristiche che sento vibrare in quel reparto.
...arriviamo a 41+3 , 1 AGOSTO 2015, ricovero per protratta.
la giornata prevede solo monitoraggi, il primario che mi ha accolto e sostenuto nei tre mesi precedenti il parto è in ferie, io non sono una sua paziente nel senso che non ho mai fatto visite con lui...eppure sono una sua assistita :). Lui continua a sostenermi e non solo a distanza, passa in serata a salutare me ed altre pazienti e si terrà costantemente informato tramite telefonate alla sala parto avendo la cura di lasciare messaggi per me. Una presenza straordinaria, dava indicazioni a distanza ed io mi son sentita seguita e protetta come mai.
41+4 proviamo con stimolazione meccanica, palloncino di cook;  secondo un medico dopo 3 ore avrebbero valutato se fare un tc nel caso la stimolazione non avesse avuto buon esito....ma io so che il palloncino può restare 12 ore così mi ripeto, e comunico, che se è tutto ok io non autorizzo tc prima di ulteriori tentativi. partono una serie di confronti tra me e i medici di turno, responso...: "... sei ostinata e determinata, ma ragionevole e con una tale motivazione per il vbac che... il cook si toglie stasera, salvo complicazioni". 
in serata alle 21 tolgono cook, poche contrazioni...nessun avvio travaglio...sotto monitoraggio e dopo 2 ore un ipertono lunghissimo, decelerazione battito fetale,.mi attaccano ossiggeno, vado in tachicardia e tremo....altre 3 ore di monitoraggio.
se non si smuove nulla nella notte l'indomani valuteranno tc.
Nella notte ero tesa lo ammetto, quell'ipertono mi aveva impaurito, ma non ho mai dubitato del mio percorso...io mi fidavo del mio bambino, mi sono fidata di lui dal primo istante in cui ho sentito di essere incinta, prima di ogni test e di ogni ecografia..così come lui da sempre si è fidato della sua mamma. Noi lo sapevamo, in quella meravigliosa diade che solo una mamma col suo bambino in grembo può sperimentare, noi lo sapevamo che tutta stava andando bene.
L'indomani, a 41+5, visita di controllo: le due dottoresse valutano la mia situazione locale ottima, 2/3 cm collo morbidissimo (come il burro, mi ripetono) quasi centralizzato, sacco teso ...liquido in diminuzione (finalmente! era sempre over) ma denso e corpuscolato, possibile sofferenza; io chiedo di aspettare, non voglio tc...mi dicono che mi lasceranno tranquilla ancora un giorno e tutta la notte, che vogliono come me un VBAC per D. e che ce la faremo.Due donne fantastiche!
io fino ad allora avevo "fatto" continue stimolazione ...scale, passeggiate, movimenti ad hoc e tanto altro!!!, ma quella mattina invece decido di riposare.Di respirare e concentrarmi su di noi, di essere presente e vigile ma senza fare nulla, in una posizione di ascolto per lasciare accadere.
Alle 11 mi portano in camera i fogli che avrei dovuto leggere e firmare per un tc fissato per l'indomani, se non fosse successo nulla. Mettono sul comodino 3 flaconi per le flebo...io guardo i fogli e li metto sotto i flaconi e sento che non mi serviranno.Aspetto il pranzo, poi alle 13.30 mi chiama il mitico ostetrico per una visita...mi conferma l'ottima situazione locale, sacco tesissimo. Mi alzo e…pochi istanti dopo mentre stavo per tornare in stanza, si rompe il sacco, perdo moltissimo liquido, abbastanza tinto...e lì SORRIDO, anzi rido proprio…"ed ora?", "ora paolina, prendi la borsa con le cosine del bimbo, i documenti e andiamo in sala travaglio…tra poco avrai tuo figlio tra le braccia".
Sono le 14.30 corro in camera, prendo il telefono e avverto mio marito…avrei voluto dirgli di venire senza bimbi…ma non risponde così invio sms al volo: sono in sala travaglio raggiungimi lì…
alle 15.00 attaccano monitoraggio, inizia qualche contrazione ogni 15/20 minuti, nell'orario visite chiedo di uscire …fuori dove ci sono i miei due bimbi da abbracciare, poi devo recuperare apermus e qualcosa da mangiare e bere…
alle 16.30 do un abbraccio ai miei genitori e ai bambini, i quali, emozionati, capiscono l'intensità del momento, gli spiego che devo tornare in quella stanza in fondo per far nascere D., che ci saremmo visti l’indomani TUTTI e 5 …L. sta per piangere e mi stringe forte, io ho una contrazione ma gli sorrido e un altro bacio al volo e al piu grande, R., una carezza, lui che mi fa, vai tranquilla mamma ora torniamo a casa…
Rientro in sala travaglio e penso che farò tutto il possibile anche per loro, cammino e mi massaggio il piede, in quel punto esatto che stimola le contrazioni…alle 18 parte IL travaglio, è fortissimo, contrazioni ogni 5/6 minuti, sono a 4 cm…
Luci soffuse, siamo io e mio mrito…che mi massaggia la schiena, a volte ridiamo ….a volte restiamo in silenzio…ormai il travaglio è attivissimo
Alle 20.00 inizio a vocalizzare...la A, ricordi? la A... i dolori sono fortissimi, le contrazioni molto ravvicinate. Intorno a me c’è entusiasmo e attenzione,monitorano tutto…il liquido che perdo è sempre più denso, così procedono con l’antibiotico. Provo varie posizioni ma la migliore resta quella seduta con la borsa dell’acqua calda che preme sulla schiena .
Alle 22.00 sono davvero stremata, contrazioni quasi senza pausa ogni 3 minuti, con picchi altissimi, 170/180; sono dilatata a 7/8 cm.ma si susseguono visite continue, mi chiedono scusa…ma mi spiegano che è necessario. Devo iniziare a spingere in apnea, perché bisogna capire se il bimbo riuscirà a passare senza problemi…si accorgono che la testa è grande e la ginecologa di turno vuole essere sicura che tutto stia andando bene.
Alle 22.30/23 mi spiegano che in un’oretta è necessario dimostrare che ce la farò…chiedono la mia collaborazione massima. 
E' un’ora intensamente dolorosa…in cui inizio finalmente a sentire che sta per nascere. Lo sento spingere fortissimo, è una forza che fa quasi paura per quanto travolgente, sento un fuoco alla schiena e il dolore prende contemporaneamente pancia e schiena ….io vocalizzo e quando necessario spingo in apnea con tutta la forza che ho.
A mezzanotte sono tutti li: ginecologa ostetriche e anestesista…io sto sotto osservazione e dimostro che ce la farò.
Dopo l’ennesima esplorazione vedo gli sguardi rasserenati. Io ce la faccio, D. nascerà naturalmente.
Non nascondo che per un attimo ho temuto di dover ripetere il cesareo…e in quell'attimo che forse è durato un'ora il dolore mi aveva dominata e io credevo di non farcela più, di non riuscire a sopportare nulla.
Alle 00.30, riprendo possesso del mio corpo, sono ormai sicura che la danza per la Vita è li con noi, mi sento parte della natura più profonda e forte, vocalizzo le mie A…mi sento quasi in estasi…sono felici intorno, lo sento…all’1.30 mi dicono che per le ultime spinte per precauzione devo trasferirmi in sala operatoria perché (se ricordo bene) D. si è portato un bordo del collo con la testina e dovranno verificare ed eventualmente intervenire per medicare …bene alle 1.48, l’ostetrica  annuncia: “scrivo io 1.48 staccato monitoraggio! Forza andiamo di là a spingere” …mi sono alzata e ho “camminato” …ogni 2 minuti mi inginocchiavo…la forza sconvolgente della gravità mi faceva letteralmente inginocchiare…l’ostetrica quasi con i lucciconi mi fa: "bella che sei, ti farei partorire così, ma dobbiamo controllare il collo…è importantissimo"
e allora arrivo in quella sala dove mi avrebbero fatto un TC se non fosse partito il travaglio...ero già segnata sull’elenco, a fianco al mio nome forse c’era anche l’ora dell’intervento, ma io ero lì per dare alla luce mio figlio nel modo più magico che la natura ha riservato per noi mamme. 
Eccomi, sono lì…e non ho più dolori, credetemi, sento le contrazioni solo per indurimento, rido e chiedo se la testa già si vede…mi dicono di testare da sola, di mettermi come voglio e toccare la testa. Davanti a me c’è tutto lo staff,come dei supporter, sorridono e sento un’ostetrica che dice soddisfatta: “…fatto, depennata dall’eleco dei tc!!!!” 
Io non me la sento di toccare la testa, non so perchè e allora mi prendono uno specchio…si uno specchio, così io guardo mentre D. viene alla luce…ho visto il mio parto in diretta,è stato bellissimo!!!!!!!! Vedo la testa è gigante ma sta uscendo spingo fortissimo…vedo tutto il viso…sta ruotando…e allora ancora più forte mentre rido, e senza sentire né dolore né bruciore, sento che sta sgusciando fuori….
Sono le 02.06…è NATOOOO!!!!



Me lo poggiano subito addosso mentre il cordone ancora pulsa, è batuffoloso, pesante sul mio petto, dolce …sa di buono sa di felicità sa di amore…me lo bacio tutto, poi mio marito taglia il cordone…ed io rido con una piccola lacrima.
È stato un percorso intenso e meraviglioso, alle 4 torno in camera, alle 6 mi alzo, mi lavo e mi sento fortissima, una leonessa davvero col mio secondo leoncino di agosto, 4.135 il peso, 53 la lunghezza, 38 la circonferenza cranica
Il giorno 6, due gg dopo, alla visita di dimissioni, la dottoressa di turno mi chiede come mai il tc nel 2011…rispondo di getto: "per mancato impegno…del ginecologo!"
E con questa mia personale lettura della causa del mio TC del 2011, mi sento sollevata…io e il mio bimbo eravamo perfetti per un parto naturale anche nel 2011 e l’impegno noi ce l’avevamo messo tutto…;)



martedì 19 aprile 2016

...un gran bel pretesto

Oggi un post davvero nuovo,
porta con sé una ventata di freschezza e leggerezza, togliendo quello strato di polvere che a volte rischia di coprire le nostre passioni, i nostri IO profondi
 
come vi racconterò a breve in un post dedicato, ad aprile mi sono rituffata in uno stage intensivo a teatro (danza butoh), è lì che ho sentito chiaramente vibrare la voglia di ritrovare la mia creatività ed alimentare le mie passioni artistiche
 
a volte il vento soffia nella tua direzione ma devi essere pronto a lasciarlo andare tra i capelli
e ad entrare nella tempesta
a volte il vento porta con sé un pretesto per ritrovarti
su un pavimento in legno, mentre danzi, mentre racconti e mentre ti guardi dal di dentro con gli occhi dell'amore
 
"Le vent se lève... II faut tenter de vivre!" ("si alza il vento...bisogna vivere")
 
questo vento soffia anche su Roma,
io mi sono impegnata in prima persona affinché un gran bel laboratorio teatrale potesse offrirsi in città, e questa volta insieme alla creatività ci ho messo il mio entusiasmo organizzativo e relazionale...
 
perché questa sono IO
aprirmi generosamente a nuovi incontri e creare relazioni, organizzare eventi in cui sia possibile prendersi del tempo per respirare e percepire sé stessi, sentire il mondo da dentro, nutrirsi di essenzialità e libertà
 
  e allora lo voglio offrire a tutti voi, un gran bel pretesto per prendersi cura di sé, "per ascoltare e scoprire un po’ più se stessi e per rapportarsi in un modo non quotidiano con gli altri, avvicinarsi,
attraverso il gioco teatrale, ad una miglior consapevolezza del proprio corpo e delle proprie emozioni"....
 
 




 

foto: Patrizia Caravaggio
Come addurre false ragioni per mascherare i veri motivi di un'azione 
Il PreTesto
Laboratorio di teatro in 4 capitoli
condotto da Valentino Infuso
Capitolo I (Il Fatto)

Roma, sabato 28 e domenica 29 maggio (ore 15,30-20)
 Teatro Portaportese Via Portuense, 102
Costo: 70 euro + tessera Dulcamarateatro (6 euro)

Questo laboratorio teatrale è un “pretesto”:

pretesto” inteso come pre-testo, ossia ciò che viene prima del testo, ciò che l’attore ha da fare prima di arrivare ad approcciarsi con il testo teatrale.
Allenamento fisico, vocale e sensoriale, le improvvisazioni, la costruzione del personaggio partendo da sé. Ogni partecipante verrà condotto verso la scoperta di una personale
“cassetta degli attrezzi” attoriali, al fine di svelare e sviluppare le proprie capacità espressive;
pretesto” inteso come occasione o modo per altro, fare teatro per ascoltare e scoprire un po’ più se stessi e per rapportarsi in un modo non quotidiano con gli altri, avvicinarsi,
attraverso il gioco teatrale, ad una miglior consapevolezza del proprio corpo e delle proprie emozioni;
pretesto”, infine, come tema del laboratorio, inteso nel senso letterale di “falsa ragione che si adduce per mascherare i veri motivi di un'azione.”
Questo aspetto del lavoro potrà portarci ad una vera e propria scrittura scenica a fine percorso.

Per professionisti, allievi e novizi

per info e iscrizioni:
http://bit.ly/1S5DvHa
3281483528


Vi aspetto!

 
 

mercoledì 10 febbraio 2016

un anno tondo tondo...!

....e pieno di amore!
bentrovati cari i miei lettori,
dopo quasi undici mesi riapro la pagina di questo blog...un blog che è nato nel mese di febbraio del 2012, quando rientrai al lavoro dopo la maternità per il mio secondo figlio.
E' stato quest'ultimo un anno, tondo, prima con una rotondità accennata ...poi sempre più esplosiva, e negli ultimi mesi il tondo ha un volto paffuto e sognante...

Questa settimana rientro dopo la terza maternità...e allora è un po' come una rinascita per il mio deseando, si rinnova di emozioni e sentimenti, quelli delle sue origini, si rinnova perché sono io che mi sento diversa.
Ogni figlio porta con sé un cambiamento radicale, viscerale...
la gravidanza ti travolge rimescola il tuo Io più profondo e porta alla luce la Vita, quella vera e misteriosa che riempie di senso, quella capace di trasformare le sospensioni in atterraggi, i punti di domanda in punti e accapo.
Mi sento completa e piena di senso come solo un cerchio può esserlo, quasi perfetto, lì dove l'inizio coincide con la fine senza mai fermarsi  ma continuando ad essere.
 
E da oggi questo blog riprende vita,
continuerò a parlare dei miei sogni e desideri, delle mie passioni e delle mie emozioni, dai libri al cibo, dal maternage ai viaggi,
continuerò a parlar d'amore a tutto tondo!
 
 

 
 
 
 
 

venerdì 13 marzo 2015

...sospesa

un lungo silenzio sul mio blog
di certo non dovuto a mancanza di pensieri né a mancanza di tempo
ma ad un'assenza di consistenza, di concretezza...
assenza di trasposizione da immagini annebbiate a concetti definiti
e mi sento così
tra la bella novità che mi cresce dentro e si fa spazio avvolta da gioiosa liquidità
e la vecchia voglia di essere presente a me stessa e
che prende una nuova forma proprio mentre vivo la mia terza maternità
è materia vivente e nuova anima
è una nuova vita che come ogni volta mi porta a sentirmi  a contatto con l'io più profondo,
mi ricongiunge a me stessa
e stavolta mi scava lentamente dentro e mi fa domande brevi.
Decise. Taglienti.
 Sei felice ?
Cosa vuoi davvero?
Cosa cerchi?
Complici le mie infinite pagine di lettura, il mio divorare e rifugiarmi nei cinque intensi libri finiti dall'inizio dell'anno, resto sospesa tra una risposta affermativa ed una approssimativa.
 
E la mia appassionata ed intransigente voglia di risposte certe non si arrende.
Mi accarezza e non si stanca mai.
Io sono ancora in ricerca
tra le radici del mio albero natio
e i rami che non sanno che direzione prendere...
sospesa tra la gioia di ciò che ho costruito
e la necessità di andare oltre
 
oltre la me di adesso, oltre il confine che ho posto inconsapevolmente come limite...
il fatto è che quando acquisisci più consapevolezza di ciò che sei e ciò che puoi... poi, vuoi esserlo.
mi riconosco in questo magma che si agita 
so di essere una persona che pensa anche troppo, capace di relazioni vere, colma di passione per la vita, di voglia di libertà e di movimento. Voglia di cambiare, non tanto me stessa, ma quella parte di mondo che non mi piace...
E quello che sono non è quello che faccio.
quanto più si distanziano il mio essere dal mio fare, tanto più io resto sospesa
 
Ma come tornare ad essere presente a me stessa?
per riappropriarmi di me
senza volgere più lo sguardo melancolico al passato che non torna più e che non si cambia mai
senza proiettarmi in un futuro che non ha senso nel pensiero, ma che si costruisce nel presente
devo partire, o meglio ripartire, da qui e da ora
per fare qualcosa di nuovo, per costruire
è necessario fare spazio prima nella mia vita interiore, poi in quella spazio-temporale.
forse scrivendo, un come lo sto trovando
e allora ho la certezza che questo post lo sto scarabocchiando innanzitutto per me
neanche lo rileggo...
ma lo condivido, perché ho la sensazione che il pensiero reso pubblico sia un impegno
o quanto meno
acquisti quella consistenza che mi sfugge quando resta solo un'immagine nella mente

venerdì 5 dicembre 2014

un sorriso dentro...teatro cucina


Erano 15 anni che ne sentivo parlare.
Valentino mi aveva narrato la genesi e l’evoluzione,
Avevo visto foto e letto recensioni… eppure non lo conoscevo.
Una pausa lunga molti anni e poi a sorpresa e con mio grande piacere il suo ritorno. Novembre 2014, torna a Milano Teatro Cucina (con la R del marchio registrato perché è questo lo spettacolo che ha dato vita ad un genere…)
 
 
Questa volta si va.
Ci inventiamo qualcosa e si va.
 
 
io, marito e altri due cari amici .
Posti 11,13,15,17.
Io scelgo il 17, numero adorato.
Ci sediamo, forse un po’ rigidamente, forse per non rovinare nulla. Forse perché si accede piano a un'esperienza così forte.
Guardo incuriosita e intimorita il mio posto, quasi per capire dove sto…come se guardando l’apparecchiata e le rarità davanti ai miei occhi, potessi capirlo davvero. Sento la sedia sotto di me e tengo i gomiti abbastanza serrati, cerco di capire dove volgere lo sguardo e resto un po’ immobile ed emozionata.



Quasi impaurita dall’improvviso soffio della farina e dallo schiocco della pasta sul piano.

Lentamente ci incamminiamo, un po’ presi per mano come timidi bambini, al suono di un tocco lento, con tempi e movimenti scanditi, luci e ombre a struttura definita.






Passano qualche minuto...inizio ad accarezzare la tovaglia e sentirne la morbidezza, sorrido.
Il movimento esterno a me è più fluido, invitante, prossimo.

 
 
 Le distanze non sono più così distanti.
C’è un contatto saporito, discreto e invitante.
Il ritmo è meno strutturato. Si fa avvolgente
 
Inebria come vino…e i gomiti iniziano a rilassarsi.
Fragranze, odori, ricordi, sapori e ritmi accarezzano lo spettatore che inizia a sentirsi quasi solo commensale
 
 
 
 
 
Narrato e vissuto si fondono sullo spazio scenico impastati da sapienti note culinarie e musicali.
Tutto scorre fluido e io mi sento sciogliere. Fino a sentirmi dentro ogni ingrediente, dentro ogni tempo, dentro ogni suono. Dentro la vita stessa. Amara, dolce, caramellata, fragrante, pungente….  

 
Siamo ora commensali entrati nella scena, magistralmente accompagnati a portare, ciascuno, la sua di vita…perché si ride o si piange della propria stessa vita, che ha un sapore unico.
 
Non sento più la sedia dove sono seduta.
Forse perché non sono più neanche seduta…
 
 Non lo sentivo ridere così da tanto tempo…”
“Anche io sto ancora ridendo. E’ un sorriso che mi porto dentro”

 
Ci sono ancora date e posti disponibili, regalatevi un sorriso, un sguardo sulla vita, degli attori formidabili, una musica di qualità e un cibo ricercato per palati esigenti.




 

 

lunedì 6 ottobre 2014

come in un cantiere...

venerdì 3ottobre 2008- venerdì 3 ottobre 2014...





6 anni  come in un cantiere aperto,

e forse qui risiede il segreto, la chiave, la forza...
essere sempre in costruzione, pietra dopo pietra - come quella roccia posata sull'altare su cui fondare la nostra unione-

si progetta, ma poi si cede anche alle variazioni in corso d'opera, a volte si fanno concessioni edilizie non previste, altre volte si segue perfettamente il progetto
capita che qualche parete magari costruita velocemente bisogna buttarla giù e allora è necessario ricostruire daccapo
 
la cosa importante è che continuiamo a sognare e costruire,
la cosa fondamentale sono quelle pareti portanti piene di senso e di valori...
 
ed è bello oggi guardare insieme ciò che abbiamo già costruito

lunedì 29 settembre 2014

...cambiare

...è un modo di ripartire

ed io ho iniziato, anche, dai capelli!
venerdì pomeriggio, ci ho dato un taglio...
a volte il cambiamento "estetico" è simbolo di un cambiamento più profondo, esistenziale
o quantomeno della volontà di cambiare

in quest'ultimo periodo ho avuto opportunità di cambiamento
qualche proposta degli ultimi giorni, abbastanza radicale
alcune prospettive di lungo termine sulle quali rifletto
una possibilità simpatica di cambiamento che ho, o meglio, abbiamo colto quasi all'istante
su qualcuna ci sto ancora riflettendo

di sicuro, durante quest' estate ho maturato una nuova consapevolezza
quella  di sentirmi, bene....rilassata.
quella di poter dire a me stessa che in fondo mi sento felice...per tutto quello che ho
 
 
la consapevolezza che la vita, che è una, merita che lo siamo....non dico sempre felici perché dura poco la 'sensazione',
ma la Vita merita il nostro impegno sereno alla ricerca continua di una felicità vera.
Di una Verità che ci aiuta ad esser felici...
 
...forse il nuovo taglio ogni volta che al mattino mi guardo allo specchio
è lì per ricordarmelo
 
di essere più leggera e più felice
comunque!
 
 

 

venerdì 26 settembre 2014

...ripartire

il verbo, ripartire

è quello che mi viene in mente appena rientrati da un viaggio ( a proposito, sul nostro ultimo viaggio, quello estivo ...lo scambio casa nei paesi baschi, non vedo l'ora di raccontarvi!!!)

è quello che mi viene in mente ogni estate quando sta per terminare la straordinarietà dei giorni non incastrati

è quello che meglio esprime questi giorni

tutto sta partendo di nuovo, riparte

...il lavoro, già da 3 settimane a dire il vero ma la prima settimana è stata così "STRAORDINARIA" che non la conto...i bimbi dai nonni e io e marito come tanti anni fa, coppia innanzitutto e soprattutto, a godere dell'ordinaria meraviglia del nostro esser coppia, a lavoro, a spasso per la città, a cena soli o con amici...

...il servizio associativo, ma quello potrei dire che quasi non va in pausa ;) perché come mi dice qualcuno, la fedeltà ad un progetto dipende da quanto ci credi e da quanto e come ci pensi, non si misura da quanto stai seduto intorno al tavolo della riunione...

...la scuola dei bimbi, quella è ripartita proprio tardino quest'anno, Daddociounidea per il suo ultimo anno alla scuola dell'infanzia il 16 settembre, mentre il piccolo Lollogattochef ha iniziato il suo primo anno il 18 (orario a regime solo dal 13 ottobre!!!) ... e per festeggiare l'inizio dell'anno ce ne siamo andati tutti e tre (papo al lavoro io in congedo parentale !) a pranzo al lago, che meraviglia!

...la ricerca dei prossimi scambio casa (già due ipotesi ...!!!!
)

...la piscina, da quest'anno tutti e due i bimbi, ripartiti a metà settembre...

...la ricerca di un lavoro migliore (non tanto del lavoro in sé, ma di uno che mi consenta di migliorare la conciliazione con la vita extralavorativa!)

...il blog, si dai proviamo a ripartire anche con te ;)

giovedì 17 luglio 2014

5 anni !



Auguri piccolo Daddociounidea...
oggi son cinque anni ... un tempo intenso in cui ci hai regalato tanto
È con te che siamo diventati genitori, con tutti i nostri limiti e le nostre potenzialità...
Con i tuoi occhioni, i  tuoi NO decisi, le tue folli performance, la tua sensibilità, i tuoi “certo mamma, come vuoi” e i tuoi eloquenti silenzi…Sei una conquista e una scoperta in ogni momento.
Buon compleanno tesoro!

passo...

passo e non chiudo.
Anche se ci avevo pensato.

Perché?
Perché teoricamente non si dovrebbero prendere degli impegni quando non si riesce a mantenerli. Pur volendo.
E avere un blog è anche un po' un impegno con chi, assiduamente o meno, passa di qua a leggere e curiosare...

Dopo una breve, ma intensa riflessione, mi sono però convinta che questo è uno spazio aperto,
senza tempo
in cui leggere anche a ritroso...
non è certo un quotidiano da aggiornare
a questo ho pensato una settimana fa

e poi ieri spuntano commenti su post di un anno fa...e allora ...

allora mi son detta che ho fatto bene a non chiudere,
perché un impegno aperto è anche un richiamo a tornare
perché a queste pagine io voglio bene
perché ci sono dentro desideri, gioie e dolori

perché c'è dentro una, due, più vite
e allora lo lascio aperto questo blog
e lascio che continuino  a passare le emozioni, quelle dette e quelle taciute

son passata.
sono qui!

martedì 6 maggio 2014

chiusura e libertà



Si è concluso il mese di aprile quasi senza che me ne accorgessi
è volato...
davvero leggero
colorando ed illuminando le mie giornate nonostante qualche nuvola e qualche pioggia

Non ho avuto tempo di caricare le ricette e le foto promesse
non ho avuto di modo di condividere con voi i miei piccoli doni pasquali e la nostra bellissima passeggiata a Napoli

Ma ho avuto tempo e modo di stare nella Vita con i pensieri e le emozioni
torno, piano piano
prima che troppi pensieri mi avvolgano e travolgano
togliendomi la libertà di oggi
per appesantirmi l'anima con le preoccupazioni del domani...

ogni giorno ha la sua parte ed io vorrei regalarle l’ebbrezza della libertà

La libertà è la maturazione del mio essere in tutte le sue possibilità, è il mio essere che va oltre tutte le forme per portare avanti quella vita che è l’uomo in noi.

Il fiore nasce in boccio, lentamente si espande e si apre nella pienezza della sua bellezza. Cos’è?

Voi mi direte: è la vita.

Sì, è la vita, ma è la libertà del fiore che lo porta ad esprimere tutta la sua bellezza, nel momento della sua perfetta espansione e fioritura.

 Così anche per noi: nelle nostre idee, se sono vive, c’è sempre una forza di rottura e di superamento; se non c’è questa forza, questa ebbrezza, questa libertas, la nostra idea si chiude in un dogmatismo oppressivo e diventiamo duri come gli altri, uomini dagli eterni principi e dagli eterni dogmi, mentre la vita induce in noi una ebbrezza di novità, un desiderio di maggiore bellezza, di orizzonti più vasti.

 La libertà è il raggiungere una forma e l’andare oltre:questa misteriosa forza, presente nel nostro essere, ci spinge ad andare sempre oltre.

 Questa è la libertà: crescere continuamente nella nostra essenza e nella nostra verità profonda superando tutte quelle chiusure, gabbie, oppressioni che ci deformano e ci rendono duri e incapaci di vivere in mezzo agli altri.

(Vannucci)

mercoledì 9 aprile 2014

carrellata di primavera


 
In super fase organizzativa e con tanti eventi che si sono susseguiti, ho cercato solo lo spazio e il tempo per viverli, non trovando quello giusto e necessario per scriverli…

Ma forse ora l’ho trovato!                               



Abbiamo aderito con tutta la famiglia, nonni compresi, alla splendida iniziativa un’ora per la terra (pubblicherò le foto…)  #ilmondoaifigli  #earthour. È stato bello spegnere le luci e accendere la speranza per un mondo più vivo, più lento, illuminato da dentro. Cenare con le candele, con una luce fioca e intima, senza rumori se non quelli soavi delle parole che si raccontano a bassa voce, si respira unità e condivisione…e ditemi voi se non è questo il senso di una cena in famiglia…

Devo confezionare i regalini per Pasqua…quest’anno molto low profile, ma con highissimo amore come sempre….
 
Siamo anche in piena fase organizzativa…soprattutto di viaggi, sogni, progetti, piccole idee di relax e benessere… ahhhh aria per la mia anima, i viaggi!!! (certo un po’ meno arioso per il portafogli…dobbiamo ridimensionare, lo so amore…lo so)

Intanto io penso (tanto pensare  sognare sono gratuiti!) a…

il prossimo scambio casa Bilbao,

 con giro nei misteriosi e affascinanti Paesi baschi spagnoli e francesi
 
le festività di Pasqua “a casa”, dalla mia famiglia, a preparare insieme pastiere e casatielli

una serata in due

un lungo fine settimana al mare (molto forse)

merende con gli amichetti di Daddociounidea

qualche ora al nido per i lavori della mostra

 e poi…c’è il matrimonio della mia sorellina TRA POCHISSIMOOOOO ed io sono in alto mare con tutto, vestiti…regali sorpresine…addio nubilato

progetto di un prossimo scambio casa nella nostra amatissima Paris

gite fuori porta e ancora colazioni tra amici!
 
 
E su questo punto mi dilungo un po’, nell’ultimo mese ne abbiamo organizzato due, è stato molto divertente…e mi è anche tanto piaciuto allestire (un minimo) la tavola con tovagliette, fiori freschi, e tazzine villeroy, e grandi tazze tutte miste…e poi che gioia preparare i pan cake (prestissimo, su questi schermi la mia ricetta collaudata) e una slurposa torta di mele morbidissima (mooolto presto anche questa ricetta)

 
e tutti i barattoli pieni di biscotti e cereali, croissant,  il the, i succhi, yogurt, frutta fresca e…nell’ultima delle colazioni (grazie agli amici goderecci della buona tavola e della compagnia) abbiamo avuto anche anche bacon and eggs e salmone…perché siamo “intercontinentali”
 
Adoro questo periodo dell'anno, è così colorato…il nostro giardino è in fiore, bellissimo (almeno per noi lo è…poi seguiranno foto) forsythia, i tulipani, le fresie, il gelsomino, la photinia red robin, le viole, i gerani, dei fiori di una pianta grassa reecuperata…e il mio amato pruno rosa in fiore
 
le nuove foglie del piccolo albero di pepe, delle buganvillee, degli ulivi, dell’oleandro…e  le margherite nel prato…
Bello!

 
Per oggi è tutto

Vi abbraccio e a prestissimo con una carrellata di foto per voi!!!