mentre leggevo il mio adorato blog Diario di un papà ... di Stefano (noto come Fefo) che vive in Svezia, non ho resistito alla tentazione di condividere con voi questo passaggio
...abbiamo una convenzione con l'azienda e la tintoria prende e riporta le camicie al lavoro.
Da qualche anno i servizi come colf, idraulico, muratore, elettricista, ecc. sono finanziati al 50% dallo stato fino a circa 10.000 euro per persona che fa la dichiarazione dei redditi all'anno, quindi è diventato molto più comune avere un aiuto in casa. Sia la detrazione che il rimborso per chi eroga il servizio sono praticamente immediati, perciò la manovra ha incentivato molto lavoro "in bianco".....
(fonte del post)
e se provate a leggere il suo blog, ma dovete essere proni a ricevere brutti colpi, scoprirete cose che avreste sempre voluto avere ma non avete mai osato chiedere...
asili sempre aperti
flessibilità oraria dei genitori
e ...tanto altro ancora!
e non è un sogno, è la realtà svedese!!!!
e qui trovate, grazie alla segnalazione di Fefo, un articolo in inglese che descrive aspetti positivi...e anche negativi
Uno zibaldone di idee, pensieri, racconti, provocazioni, desideri… Aprile 2003, rientro dalla Spagna dopo 6 mesi in erasmus e il verbo desear è stampato nel mio cuore. Sono in Italia ma continuo a desear e così...nasce Desea: il mio nick name, il mio indirizzo di posta, le mia firma… Deseando è tutto il mio mondo, perché da ogni desiderio nasce la capacità di sognare e di vivere con gioia per realizzare quel sogno.E la gioia di vivere va condivisa...ecco il Diario di Desea...il mio Deseario
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venerdì 13 settembre 2013
mercoledì 19 settembre 2012
in difesa dei genitori
scusate se torno sempre sullo stesso argomento, ma non posso fare a meno di condividere con voi alcune riflessioni che sento come cruciali in questa particolare congiuntura storico-economico-sociale...
e che sento come una delle principali esigenze della mia vita!!!
http://italia2013.org/2012/02/22/un-pink-new-deal/
ora devo lavorare...ma tra i numerosi articoli , post, commenti, blog e riflessioni che ho letto mi piace e la condivido con voi, la conclusione di un post
http://www.ingenere.it/sites/default/files/segnalazioni/gioia-pdf.pdf
e che sento come una delle principali esigenze della mia vita!!!
http://italia2013.org/2012/02/22/un-pink-new-deal/
ora devo lavorare...ma tra i numerosi articoli , post, commenti, blog e riflessioni che ho letto mi piace e la condivido con voi, la conclusione di un post
non è questione di vogliamo tutto/non possiamo avere tutto. E’ che, semplicemente, vorrei poter volere quello che voglio, e non quello che mi si chiede di volereche fa da cassa di risonanza a questo articolo
http://www.ingenere.it/sites/default/files/segnalazioni/gioia-pdf.pdf
lunedì 17 settembre 2012
martedì 11 settembre 2012
discriminazione
non avevo mai sperimentato prima del 2009 (esattamente l'autunno del 2009) la discriminazione "relazionale"
non parlo di discriminazione nel mondo del lavoro...
mi riferisco a quella nel mondo...tutto il mondo che mi "circonda(va)"
ripetuti esempi, dinamiche e situazioni
- che continuano a verificarsi provenendo da diverse "fonti" (persone vicine e lontane, più o meno sensibili) -
evidenziano l'esistenza di una diffusa "volontà di non creare disagi" *
che spesso parte da un pregiudizio, (credo quasi sempre contenente affetto! sul serio...) una sorta di preoccupazione presunta ma mai realmente verificata,
che lentamente si cristallizza in una considerazione di fatto
in una certezza
in una verità
e che si trasforma di fatto in una esclusione
*(nella famiglia/coppia con figlio/i con eventuali inviti a situazioni che
si reputano inopportune e scomode per la suddetta rara specie esistente)
non parlo di discriminazione nel mondo del lavoro...
mi riferisco a quella nel mondo...tutto il mondo che mi "circonda(va)"
ripetuti esempi, dinamiche e situazioni
- che continuano a verificarsi provenendo da diverse "fonti" (persone vicine e lontane, più o meno sensibili) -
evidenziano l'esistenza di una diffusa "volontà di non creare disagi" *
che spesso parte da un pregiudizio, (credo quasi sempre contenente affetto! sul serio...) una sorta di preoccupazione presunta ma mai realmente verificata,
che lentamente si cristallizza in una considerazione di fatto
in una certezza
in una verità
e che si trasforma di fatto in una esclusione
*(nella famiglia/coppia con figlio/i con eventuali inviti a situazioni che
si reputano inopportune e scomode per la suddetta rara specie esistente)
lunedì 10 settembre 2012
una parentesi...riflessione poliedrica sulla solitudine imposta dalla cultura dominante in seguito alla procreazione
...prima di continuare a raccontarvi del nostro viaggio volevo condividere con voi la riflessione della settimana...quella appena trascorsa.
Insomma questo è il clima, e di certo ha influito e ha dato lo start alla mia riflessione MACRO
In Italia, e sottolineo in Italia, la congiuntura economico-culturale lancia un chiaro messaggio...fate figli e rimanete soli
mancano i servizi, mancano le strutture adeguate (a partire dalla fase di gestazione e accompagnamento dei genitori nelle prime fasi della vita), mancano anche gli incoraggiamenti, manca la cultura del part time, mancano i seggioloni ai ristoranti, mancano le previsioni politiche serie per garantire le pari opportunità (tra lavoratori genitori e lavoratori senza figli)
...e allora diventa "comprensibile" (ma non fino in fondo) che diviene quasi un obbligo, ritardare, rimandare e forse per qualcuno rinunciare ad avere dei figli
esistono però delle strane forme di vita extra-ordinarie: sono le coppie sotto i 30- 35 anni con figli (anche più di uno, ma MAI più di due...si perché non si reggerebbe il colpo inferto dalla "cerchia" sociale...economica...e anche relazionale). Insomma le coppie di questo raro gruppo (non in via d'estinzione però!!! per fortuna) sono quelli innanzitutto fortunati (perchè avere dei figli nel grande mistero della natura è un dono, e ricevere dei doni gratuiti così meravigliosi è davvero una grande fortuna), un po' avventati (- ma non era meglio godersi ancora un po' di libertà, ma davvero volete dei figli, ma ci avete pensato che è finita la vostra tranquillità "frasi tratte da - la cultura dominante degli ignoranti- " e per ignoranti intendo semplicemente chi ignora la gioia che si riceve dal donare...donare il proprio tempo, i propri sorrisi, le lacrime, i pensieri...donare la vita!), fuori tempo (in anticipo rispetto alla media - solo italiana- in ritardo rispetto alle precedenti generazioni e ai coetanei d'oltralpe), con sensi di colpa (se non lavoro, non posso crescerti bene , se lavoro non sto con te), coraggiosi (perché nonostante tutto vanno avanti), a volte un po' isolati (serate organizzate solo senza bambini, ristoranti con divieto d'accesso ai bambini, ect ect ect ... perché i bambini in qualche circostanza "ostacolano, infastidiscono, rallentano" no comment , poveri bambini ) ma per fortuna in ogni caso TANTO FELICI
conclusione a volte mi sento sola, schiacciata, isolata, ostacolata, repressa, però a tutti i sassi, i NO, i silenzi, gli ostacoli, le isole (quelle che rendono isolati ;) ) io oppongo sempre la mia felicità dell'essere non solo una lavoratrice (eppure lavoro tanto eh.. quando non scrivo il blog :P ) ! se qualcuno mi chiede cosa faccio nella vita, chi sono... io non rispondo mai descrivendo per prima cosa il lavoro che svolgo, ma mi viene molto naturale per dire chi sono identificarmi non la mia professione, ma con la mia persona
ed io so di essere innanzitutto una mamma, una donna con tutte le sensibilità e le emozioni femminili, che oltre ad amare i figli, il marito ed altre passioni, contribuisce con il proprio lavoro - per quel che può - anche al miglioramento della società in cui (per fortuna o purtroppo)* si trova a vivere...
per ora tutto qui...
:)
* mi viene in mente la canzone di Gaber che fa "...io non mi sento italiano, e per fortuna o purtroppo lo sono"
Lo so, la prima settimana del rientro non è proprio quella più "oggettiva" per commentare e riflettere...ma è sotto la pulsione delle emozioni che a volte vengono fuori le sensazioni più vere, istintive...per noi è questa la settimana (o meglio le settimane) in cui devi iniziare a (ri)programmare e procedere con ...inserimento del nano gatto al nido, inserimento del nano più grande alla materna (per forza in quella privata perché al pubblico ovviamente non CI SONO POSTI, con tanto di "merendina e secondo" da portare da casa, perché mica paghi e ti danno un pasto completo...NO!!!), primo inserimento ed esperimento della baby sitter che è necessaria -oltre alla nonna- (PERCHè IL PART TIME è UNA PAROLACCIA mentre invece RESTARE 12 ORE minimo fuori casa per UNA MAMMA è UN OBBLIGO DA NON CONTESTARE...perchè devi già ringraziare che non ti hanno licenziata o obbligata alle dimissioni dopo il compimento di 12 mesi e 1 giorno del tuo bimbo, tempo legale per essere licenziata senza incorrere in un'immediata causa per discriminazione di genere...tanto da 1 anno e 2 giorni i bimbi crescono da soli... ), incastri folli di orari treni ed attività pomeridiane, microsaltimortali per riuscire a scambiarsi un buongiorno, buonanotte e un bacio col marito, ect ect ect
Insomma questo è il clima, e di certo ha influito e ha dato lo start alla mia riflessione MACRO
In Italia, e sottolineo in Italia, la congiuntura economico-culturale lancia un chiaro messaggio...fate figli e rimanete soli
mancano i servizi, mancano le strutture adeguate (a partire dalla fase di gestazione e accompagnamento dei genitori nelle prime fasi della vita), mancano anche gli incoraggiamenti, manca la cultura del part time, mancano i seggioloni ai ristoranti, mancano le previsioni politiche serie per garantire le pari opportunità (tra lavoratori genitori e lavoratori senza figli)
...e allora diventa "comprensibile" (ma non fino in fondo) che diviene quasi un obbligo, ritardare, rimandare e forse per qualcuno rinunciare ad avere dei figli
esistono però delle strane forme di vita extra-ordinarie: sono le coppie sotto i 30- 35 anni con figli (anche più di uno, ma MAI più di due...si perché non si reggerebbe il colpo inferto dalla "cerchia" sociale...economica...e anche relazionale). Insomma le coppie di questo raro gruppo (non in via d'estinzione però!!! per fortuna) sono quelli innanzitutto fortunati (perchè avere dei figli nel grande mistero della natura è un dono, e ricevere dei doni gratuiti così meravigliosi è davvero una grande fortuna), un po' avventati (- ma non era meglio godersi ancora un po' di libertà, ma davvero volete dei figli, ma ci avete pensato che è finita la vostra tranquillità "frasi tratte da - la cultura dominante degli ignoranti- " e per ignoranti intendo semplicemente chi ignora la gioia che si riceve dal donare...donare il proprio tempo, i propri sorrisi, le lacrime, i pensieri...donare la vita!), fuori tempo (in anticipo rispetto alla media - solo italiana- in ritardo rispetto alle precedenti generazioni e ai coetanei d'oltralpe), con sensi di colpa (se non lavoro, non posso crescerti bene , se lavoro non sto con te), coraggiosi (perché nonostante tutto vanno avanti), a volte un po' isolati (serate organizzate solo senza bambini, ristoranti con divieto d'accesso ai bambini, ect ect ect ... perché i bambini in qualche circostanza "ostacolano, infastidiscono, rallentano" no comment , poveri bambini ) ma per fortuna in ogni caso TANTO FELICI
conclusione a volte mi sento sola, schiacciata, isolata, ostacolata, repressa, però a tutti i sassi, i NO, i silenzi, gli ostacoli, le isole (quelle che rendono isolati ;) ) io oppongo sempre la mia felicità dell'essere non solo una lavoratrice (eppure lavoro tanto eh.. quando non scrivo il blog :P ) ! se qualcuno mi chiede cosa faccio nella vita, chi sono... io non rispondo mai descrivendo per prima cosa il lavoro che svolgo, ma mi viene molto naturale per dire chi sono identificarmi non la mia professione, ma con la mia persona
ed io so di essere innanzitutto una mamma, una donna con tutte le sensibilità e le emozioni femminili, che oltre ad amare i figli, il marito ed altre passioni, contribuisce con il proprio lavoro - per quel che può - anche al miglioramento della società in cui (per fortuna o purtroppo)* si trova a vivere...
per ora tutto qui...
:)
* mi viene in mente la canzone di Gaber che fa "...io non mi sento italiano, e per fortuna o purtroppo lo sono"
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