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martedì 19 aprile 2016

...un gran bel pretesto

Oggi un post davvero nuovo,
porta con sé una ventata di freschezza e leggerezza, togliendo quello strato di polvere che a volte rischia di coprire le nostre passioni, i nostri IO profondi
 
come vi racconterò a breve in un post dedicato, ad aprile mi sono rituffata in uno stage intensivo a teatro (danza butoh), è lì che ho sentito chiaramente vibrare la voglia di ritrovare la mia creatività ed alimentare le mie passioni artistiche
 
a volte il vento soffia nella tua direzione ma devi essere pronto a lasciarlo andare tra i capelli
e ad entrare nella tempesta
a volte il vento porta con sé un pretesto per ritrovarti
su un pavimento in legno, mentre danzi, mentre racconti e mentre ti guardi dal di dentro con gli occhi dell'amore
 
"Le vent se lève... II faut tenter de vivre!" ("si alza il vento...bisogna vivere")
 
questo vento soffia anche su Roma,
io mi sono impegnata in prima persona affinché un gran bel laboratorio teatrale potesse offrirsi in città, e questa volta insieme alla creatività ci ho messo il mio entusiasmo organizzativo e relazionale...
 
perché questa sono IO
aprirmi generosamente a nuovi incontri e creare relazioni, organizzare eventi in cui sia possibile prendersi del tempo per respirare e percepire sé stessi, sentire il mondo da dentro, nutrirsi di essenzialità e libertà
 
  e allora lo voglio offrire a tutti voi, un gran bel pretesto per prendersi cura di sé, "per ascoltare e scoprire un po’ più se stessi e per rapportarsi in un modo non quotidiano con gli altri, avvicinarsi,
attraverso il gioco teatrale, ad una miglior consapevolezza del proprio corpo e delle proprie emozioni"....
 
 




 

foto: Patrizia Caravaggio
Come addurre false ragioni per mascherare i veri motivi di un'azione 
Il PreTesto
Laboratorio di teatro in 4 capitoli
condotto da Valentino Infuso
Capitolo I (Il Fatto)

Roma, sabato 28 e domenica 29 maggio (ore 15,30-20)
 Teatro Portaportese Via Portuense, 102
Costo: 70 euro + tessera Dulcamarateatro (6 euro)

Questo laboratorio teatrale è un “pretesto”:

pretesto” inteso come pre-testo, ossia ciò che viene prima del testo, ciò che l’attore ha da fare prima di arrivare ad approcciarsi con il testo teatrale.
Allenamento fisico, vocale e sensoriale, le improvvisazioni, la costruzione del personaggio partendo da sé. Ogni partecipante verrà condotto verso la scoperta di una personale
“cassetta degli attrezzi” attoriali, al fine di svelare e sviluppare le proprie capacità espressive;
pretesto” inteso come occasione o modo per altro, fare teatro per ascoltare e scoprire un po’ più se stessi e per rapportarsi in un modo non quotidiano con gli altri, avvicinarsi,
attraverso il gioco teatrale, ad una miglior consapevolezza del proprio corpo e delle proprie emozioni;
pretesto”, infine, come tema del laboratorio, inteso nel senso letterale di “falsa ragione che si adduce per mascherare i veri motivi di un'azione.”
Questo aspetto del lavoro potrà portarci ad una vera e propria scrittura scenica a fine percorso.

Per professionisti, allievi e novizi

per info e iscrizioni:
http://bit.ly/1S5DvHa
3281483528


Vi aspetto!

 
 

venerdì 5 dicembre 2014

un sorriso dentro...teatro cucina


Erano 15 anni che ne sentivo parlare.
Valentino mi aveva narrato la genesi e l’evoluzione,
Avevo visto foto e letto recensioni… eppure non lo conoscevo.
Una pausa lunga molti anni e poi a sorpresa e con mio grande piacere il suo ritorno. Novembre 2014, torna a Milano Teatro Cucina (con la R del marchio registrato perché è questo lo spettacolo che ha dato vita ad un genere…)
 
 
Questa volta si va.
Ci inventiamo qualcosa e si va.
 
 
io, marito e altri due cari amici .
Posti 11,13,15,17.
Io scelgo il 17, numero adorato.
Ci sediamo, forse un po’ rigidamente, forse per non rovinare nulla. Forse perché si accede piano a un'esperienza così forte.
Guardo incuriosita e intimorita il mio posto, quasi per capire dove sto…come se guardando l’apparecchiata e le rarità davanti ai miei occhi, potessi capirlo davvero. Sento la sedia sotto di me e tengo i gomiti abbastanza serrati, cerco di capire dove volgere lo sguardo e resto un po’ immobile ed emozionata.



Quasi impaurita dall’improvviso soffio della farina e dallo schiocco della pasta sul piano.

Lentamente ci incamminiamo, un po’ presi per mano come timidi bambini, al suono di un tocco lento, con tempi e movimenti scanditi, luci e ombre a struttura definita.






Passano qualche minuto...inizio ad accarezzare la tovaglia e sentirne la morbidezza, sorrido.
Il movimento esterno a me è più fluido, invitante, prossimo.

 
 
 Le distanze non sono più così distanti.
C’è un contatto saporito, discreto e invitante.
Il ritmo è meno strutturato. Si fa avvolgente
 
Inebria come vino…e i gomiti iniziano a rilassarsi.
Fragranze, odori, ricordi, sapori e ritmi accarezzano lo spettatore che inizia a sentirsi quasi solo commensale
 
 
 
 
 
Narrato e vissuto si fondono sullo spazio scenico impastati da sapienti note culinarie e musicali.
Tutto scorre fluido e io mi sento sciogliere. Fino a sentirmi dentro ogni ingrediente, dentro ogni tempo, dentro ogni suono. Dentro la vita stessa. Amara, dolce, caramellata, fragrante, pungente….  

 
Siamo ora commensali entrati nella scena, magistralmente accompagnati a portare, ciascuno, la sua di vita…perché si ride o si piange della propria stessa vita, che ha un sapore unico.
 
Non sento più la sedia dove sono seduta.
Forse perché non sono più neanche seduta…
 
 Non lo sentivo ridere così da tanto tempo…”
“Anche io sto ancora ridendo. E’ un sorriso che mi porto dentro”

 
Ci sono ancora date e posti disponibili, regalatevi un sorriso, un sguardo sulla vita, degli attori formidabili, una musica di qualità e un cibo ricercato per palati esigenti.