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giovedì 1 agosto 2013

l'inefficacia dei voucher per i servizi di cura

oggi torno su un tema a me tanto caro
la gestione dei servizi di cura in Italia

più che un "tema" è un problema
un problema che resta nonostante i tentativi miopi della Fornero
perchè le "blande e tiepide" soluzioni proposte
continuano ad essere poco efficaci, "precarie" come il resto della popolazione lavorativa,
"alternative" al diritto del congedo (non si sta forse intaccando un diritto in questo modo???), continuano a riportare l'asse sulla "maternità"  allontanandosi dal concetto, che ormai credevo assunto, della genitorialità...

continua una politica dell'emergenza
manca una strutturalizzazione degli interventi
necessaria per intervenire in maniera efficace a sostegno della genitorialità

in questo articolo c'è un'analisi che vi invito a leggere per comprendere il panorama italiano anche in relazione a qualche realtà diversa dalla nostra.

Buona lettura!


giovedì 14 marzo 2013

pentole a pressione...

riflessione della sera
ancora alla scrivania dell'ufficio
con un senso di impotenza e costrizione

una pentola a pressione forse può risolvere 
i tempi di cottura
ma non trova soluzione 
ai tempi dell'amore

piccolo antefatto...oggi lamentavo il rientro a casa sempre tardi
l'impossibilità di stare dietro alle cose più ordianrie e semplici
la cena
e una proposta, valida, è certamente l'uso di una pentola a pressione che può dimezzare i tempi di cottura
...però mi resta sempre e comunque un vuoto...
molti di voi sanno cosa voglio dire...
perchè lo dico in tutte le salse anzi in tutte le pentole;)

mercoledì 2 gennaio 2013

il senso di un nuovo anno

che sia un buon anno...per tutti , di amore e libertà!

una piccola premessa...
per me che sono nata ad agosto e che ho partorito per ben due volte in estate (la seconda qualche ora dopo il mio compleanno)...l'inizio dell'anno "nuovo" ha sempre coinciso con settembre...mese in cui da sempre ricomincia tutto...
anno scolastico, anno accademico, scuola di danza, anno associativo, corso di teatro, musica, piscina
....insomma per me l'anno inizia a settembre!!!! bilanci, promesse, progetti, desideri...prendono vita e forma durante l'estate, durante quel momento di pausa che segna la fine di un ciclo e apre la via al nuovo...

però ammetto che cambiare il "numero" fa sempre un certo effetto, e allora
una rinnovata riflessione sui miei sogni ...c'è anche a dicembre, che come in estate ci regala un intimo periodo di pausa. un recupero di ritmi e tempi naturali e socialmente sostenibili...

e da qui parte il mio "proposito" ed il mio augurio per il nuovo anno

Vorrei, e mi impegnerò seriamente perché sia così, un nuovo "tempo" da vivere...

più lento


più armonioso

più bello



più lento, per trascorrerlo con intensità e senza stress soprattutto con le persone che amo, perché solo questo condividere intenso, sincero e libero può dar senso al vissuto quotidiano...



 più armonioso, inventando e creando ambienti e situazioni sempre stimolanti ma non "affannose", piene di energia e musica, di odori e sapori,  in una ritrovata serenità e semplicità ...



penso ai viaggi, alle piccole grandi uscite, ai pranzi in famiglia e alle cene con gli amici, ai semplici  meravigliosi pomeriggi in cui vivere la magia del the con i miei bambini...








più bello, si, più bello...





perché circondarsi di cose belle, reinventare oggetti e renderli gradevoli fa bene alla vista e rende leggero il cuore....

ho voglia di cambiare alcuni spazi della mia casa e arredarne di nuovi, ho voglia di fare della nostra sala hobby un ambiente provenzale, un shabby, un po' country...un ambiente che parla di noi, dei nostri viaggi e dei nostri gusti, delle nostre nonne e delle nostre passioni, in cui ci sia lo spazio per accogliere in un'ambiente caldo e luminoso (si fa quel si si può anche senza finestre...) i nostri "spazi" e i nostri amici...



auguro a tutti voi un anno lento
                                                       
                  armosioso
                                                       
                          bello

venerdì 14 dicembre 2012

La Costituzione dimenticata

...in questi ultimi giorni è riemersa la mia amarezza nei confronti delle rigidità del nostro sistema Paese che impedisce una sana conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro...in particolare nei confronti delle donne.
Manca la volontà politica, è evidente. Manca la volontà dirigenziale - amministrativa, è chiaro.
Perché gli strumenti invece, normativi e attuativi, ci sono. E funzionano.

E la cosa più triste è proprio constatare che nei fatti tradiamo continuamente lo spirito della nostra Costituzione.
Non so nemmeno quanti Parlamentari la conoscano.
Non sio neanche quanti siano i cittadini che almeno una volta l'abbiano letta.
I nostri padri costituenti avevano già scritto tutto...così chiaramente...

riporto l'articolo 37 della Costituzione 

 La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.




lunedì 22 ottobre 2012

ancora su CONCILIAZIONE!


Buongiorno e buon lunedì a tutti,
stamattina vi “rinvio” ad un link, in cui potrete leggere e commentare un mio contributo sempre sul tema caldo dell’anno...conciliare vita e lavoro http://italia2013.org/2012/10/22/conciliare-vita-e-lavorovolendo-si-puo-per-tutti-papa-compresi/#more-2259
buona lettura e buona settimana a tutti!

venerdì 19 ottobre 2012

conciliazione

ciao a tutti!
lo so è un po' di tempo che non scrivo...purtroppo non è semplice conciliare tutti gli impegni che si rincorrono nelle mie sole 24 ore al giorno...anyway, scusate la latitanza (soprattutto mi rivolgo a mio marito, che sembra lamentare la mia assenza dalla rete...amore ma non ti sembra già abbastanza "quanto" ...parloparloparloparlo... a casa???? evidentemente no!!!! che bello :)  )

per farmi perdonare settimana prossima continuerò con il fotoreportage del nostro scambio casa :)

mercoledì 19 settembre 2012

L’Italia non è un paese per mamme.

L’Italia non è un paese per mamme.

in difesa dei genitori

scusate se torno sempre sullo stesso argomento, ma non posso fare a meno di condividere con voi alcune riflessioni che sento come cruciali in questa particolare congiuntura storico-economico-sociale...
e che sento come una delle principali esigenze della mia vita!!!
http://italia2013.org/2012/02/22/un-pink-new-deal/

ora devo lavorare...ma tra i numerosi articoli , post, commenti, blog e riflessioni che ho letto mi piace e la condivido con voi, la conclusione di un post
non è questione di vogliamo tutto/non possiamo avere tutto. E’ che, semplicemente, vorrei poter volere quello che voglio, e non quello che mi si chiede di volere
che fa da cassa di risonanza a questo articolo
http://www.ingenere.it/sites/default/files/segnalazioni/gioia-pdf.pdf

martedì 11 settembre 2012

discriminazione

non avevo mai sperimentato prima del 2009 (esattamente l'autunno del 2009) la discriminazione "relazionale"

non parlo di discriminazione nel mondo del lavoro...
mi riferisco a quella nel mondo...tutto il mondo che mi "circonda(va)"

ripetuti esempi, dinamiche e situazioni
- che continuano a verificarsi provenendo da diverse "fonti" (persone vicine e lontane, più o meno sensibili) -
evidenziano l'esistenza di una diffusa "volontà di non creare disagi" *
che spesso parte da un pregiudizio, (credo quasi sempre contenente affetto! sul serio...) una sorta di preoccupazione presunta ma mai realmente verificata,
che lentamente si cristallizza in una considerazione di fatto
in una certezza
in una verità
e che si trasforma di fatto in una esclusione  



*(nella famiglia/coppia con figlio/i  con eventuali inviti a situazioni che
 si reputano inopportune e scomode per la suddetta rara specie esistente)


lunedì 10 settembre 2012

una parentesi...riflessione poliedrica sulla solitudine imposta dalla cultura dominante in seguito alla procreazione

...prima di continuare a raccontarvi del nostro viaggio volevo condividere con voi la riflessione della settimana...quella appena  trascorsa.
Lo so, la prima settimana del rientro non è proprio quella più "oggettiva" per commentare e riflettere...ma è sotto la pulsione delle emozioni che a volte vengono fuori le sensazioni più vere, istintive...per noi è questa la settimana (o meglio le settimane) in cui devi iniziare a (ri)programmare e procedere con ...inserimento del nano gatto al nido, inserimento del nano più grande alla materna (per forza in quella privata perché al pubblico ovviamente non CI SONO POSTI, con tanto di "merendina e secondo" da portare da casa, perché mica paghi e ti danno un pasto completo...NO!!!), primo inserimento ed esperimento della baby sitter che è necessaria -oltre alla nonna- (PERCHè IL PART TIME è UNA PAROLACCIA mentre invece RESTARE 12 ORE minimo fuori casa per UNA MAMMA è UN OBBLIGO DA NON CONTESTARE...perchè devi già ringraziare che non ti hanno licenziata o obbligata alle dimissioni dopo il compimento di 12 mesi e  1 giorno del tuo bimbo, tempo legale per essere licenziata senza incorrere in un'immediata causa per discriminazione di genere...tanto da 1 anno e 2 giorni i bimbi crescono da soli... ), incastri folli di orari treni ed attività pomeridiane, microsaltimortali per riuscire a scambiarsi un buongiorno, buonanotte e un bacio col marito, ect ect ect

Insomma questo è il clima, e di certo ha influito e ha dato lo start alla mia riflessione MACRO

In Italia, e sottolineo in Italia, la congiuntura economico-culturale lancia un chiaro messaggio...fate figli e rimanete soli
mancano i servizi, mancano le strutture adeguate (a partire dalla fase di gestazione e accompagnamento dei genitori nelle prime fasi della vita), mancano anche gli incoraggiamenti, manca la cultura del part time, mancano i seggioloni ai ristoranti, mancano le previsioni politiche serie per garantire le pari opportunità (tra lavoratori genitori e lavoratori senza figli)
...e allora diventa "comprensibile" (ma non fino in fondo) che diviene quasi un obbligo, ritardare, rimandare e forse per qualcuno rinunciare ad avere dei figli

esistono però delle strane forme di vita extra-ordinarie: sono le coppie sotto i 30- 35 anni con figli (anche più di uno, ma MAI più di due...si perché non si reggerebbe  il colpo inferto dalla "cerchia" sociale...economica...e anche relazionale). Insomma  le coppie di questo raro gruppo (non in via d'estinzione però!!! per fortuna) sono quelli innanzitutto fortunati (perchè avere dei figli nel grande mistero della natura è un dono, e ricevere dei doni gratuiti così meravigliosi è davvero una grande fortuna), un po' avventati (- ma non era meglio godersi ancora un po' di libertà, ma davvero volete dei figli, ma ci avete pensato che è finita la vostra tranquillità "frasi tratte da - la cultura dominante degli ignoranti- " e per ignoranti intendo semplicemente chi ignora la gioia che si riceve dal donare...donare il proprio tempo, i propri sorrisi, le lacrime, i pensieri...donare la vita!), fuori tempo (in anticipo rispetto alla media - solo italiana- in ritardo rispetto alle precedenti generazioni e ai coetanei d'oltralpe), con sensi di colpa (se non lavoro, non posso crescerti bene , se lavoro non sto con te), coraggiosi (perché nonostante tutto vanno avanti), a volte un po' isolati (serate organizzate solo senza bambini, ristoranti con divieto d'accesso ai bambini, ect ect ect ... perché i bambini in qualche circostanza "ostacolano, infastidiscono, rallentano" no comment , poveri bambini ) ma per fortuna in ogni caso TANTO FELICI

conclusione a volte mi sento sola, schiacciata, isolata, ostacolata, repressa, però a tutti i sassi, i NO, i silenzi, gli ostacoli, le isole (quelle che rendono isolati ;) ) io oppongo sempre la mia felicità dell'essere non solo una lavoratrice (eppure lavoro tanto eh.. quando non scrivo il blog :P ) !  se qualcuno mi chiede cosa faccio nella vita, chi sono... io non rispondo mai descrivendo per prima cosa il lavoro che svolgo, ma mi viene molto naturale per dire chi sono identificarmi non la mia professione, ma con la mia persona  
ed io so di essere innanzitutto una mamma, una donna con tutte le sensibilità e le emozioni femminili, che oltre ad amare i figli, il marito ed altre passioni, contribuisce con il proprio lavoro - per quel che può - anche al miglioramento della società in cui (per fortuna o purtroppo)* si trova a vivere...

per ora tutto qui...
:)

* mi viene in mente la canzone di Gaber che fa "...io non mi sento italiano, e per fortuna o purtroppo lo sono"