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lunedì 16 settembre 2013

"Sembro" triste


Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesci a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi, mi ha detto, non sei né triste né felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.
Alessandro Baricco, da “Questa Storia”

martedì 23 aprile 2013

citazioni


oggi sono in vena di citazioni...

leggo tanto, a volte in maniera confusa, 
come se fossi affamata 
come avessi l'urgenza di cibarmi di "essenze e sostanze"
diverse 
e complementari...

e vorrei condividere una piccola porzione
di questo mio amato cibo 

Molto del destino di ciascuno dipende da una domanda, una richiesta che un giorno qualcuno, una persona cara o uno sconosciuto, rivolge: d'improvviso uno riconosce di aspettare da tempo quella interrogazione, forse anche banale ma che in lui risuona come un annuncio, e sa che proverà a rispondere ad essa con tutta la vita.
 "Non ora, non qui" di Erri De Luca (Enrico De Luca)

Come abbiamo potuto non sapere, per così tanto tempo, nulla di ciò che era, e tuttavia sederci alla tavola di ogni cosa e persona incontrata sul cammino? Cuori piccoli – li nutriamo di grandi illusioni, e al termine del processo camminiamo come discepoli di Emmaus, ciechi, al fianco di amici e amori che non riconosciamo – fidandoci di un Dio che non sa più di se stesso. Per questo conosciamo l'avvio delle cose e poi ne riceviamo la fine, mancando sempre il loro cuore. Siamo aurora ma epilogo – perenne scoperta tardiva.
Siamo pieni di parole di cui non ci hanno insegnato il vero significato, e una è la parola dolore. Un’altra è la parola morte.
   "Emmaus" Alessandro Baricco
Tutti abbiamo una certa idea di noi stessi, magari appena abbozzata, confusa, ma alla fine siamo portati ad avere una certa idea di noi stessi, e la verità è che spesso quell'idea la facciamo coincidere con un certo personaggio immaginario in cui ci riconosciamo.
Tipo uno che vuole tornare a casa ma non trova più la strada. O un altro che vede le cose sempre un attimo prima degli altri. Cose così. È quanto riusciamo a intuire di noi.
...
Jasper Gwyn mi ha insegnato che non siamo personaggi, siamo storie. Ci fermiamo all'idea di essere un personaggio impegnato in chissà quale avventura, anche semplicissima, ma quel che dovremmo capire è che noi siamo tutta la storia, non solo quel personaggio. Siamo il bosco dove cammina, il cattivo che lo frega, il casino che c'è attorno, tutta la gente che passa, il colore delle cose, i rumori.
"Mr Gwyn" Alessandro Baricco  
La società non si cura dell'individuo che nella misura in cui esso renda. I giovani lo sanno. La loro ansietà nel momento d'affrontare la vita sociale è simmetrica all'angoscia dei vecchi al momento in cui ne sono esclusi.

 Simone De Beauvoir 





buona lettura a tutti voi!


giovedì 18 aprile 2013

estorsione della felicità

oggi ne ho il cuore colmo


quando sono viscerali,
quando toccano contemporaneamente stomaco, testa e cuore
allora quei sentimenti sono pieni
sono abbondanti
hanno dei contorni definiti
sono veri.
ma proprio veri.

oggi potrei raccontarvi il senso dell'attesa
di quelle interminabili ore di lunga attesa
che ti tengono sospesi su un filo
da un lato c'è tutta la vita che conosci
dall'altro...

se non arrivi a conoscere l'altro lato
allora vuol dire che hai lasciato il filo
hai tirato un sospiro di sollievo
hai sollevato lo sguardo al cielo
e sei sceso dal lato della vita che conosci

ma non più la solita, non più scontata
almeno per chi, come me, mentre era sul filo
ha fatto un balzo in avanti
ed ha così conosciuto un nuovo modo di stare

oltre alle lunghe ore di attesa, e a quella sensazione che si portano dietro e che ancora non riesco a scrollarmi di dosso,
ieri è stata la giornata delle lunghe ore di viaggio
il tempo necessario a leggere quasi due libri

perché a volte io i libri li mangio
mi restano anche'essi dentro in maniera viscerale
e diventano parte di me


come Emmaus di Baricco
e A conti fatti di Simone de Beauvoir

oggi ho dentro qualcosa che forse posso provare a condividere con questo toccante passaggio sempre di Baricco, in Una certa idea del mondo:

A me risulta che la ricerca del senso è una sorta di partita a scacchi, molto dura e solitaria, e che non la si vince alzandosi dalla scacchiera e andando di là a preparare il pranzo per tutti. E’ ovvio che occuparsi degli altri fa bene, ed è un gesto così dannatamente giusto, e anche inevitabile, necessario: ma non è mai venuto da pensare che potesse c’entrare davvero con il senso della vita. Temo che il senso della vita sia estorcere la felicità a sè stessi, tutto il resto è una forma di lusso dell’animo, o di miseria, dipende dai casi.